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Milano ha rischiato di perdere l'Expo
fonte: http://milano.repubblica.it di Giuseppina Piano
Berlusconi, Bossi e Tremonti si sono ritrovati a ragionare sull´inconfessabile ipotesi e alla fine hanno deciso di no: "Sarebbe troppo impopolare"
Meglio rinunciare all´Expo causa crisi economica. Berlusconi, Bossi e Tremonti si sono ritrovati a ragionare sull´inconfessabile ipotesi e alla fine hanno deciso che no, non si può. Perché sarebbe «troppo impopolare». Milano ha così davvero rischiato di perdere l´Expo, nelle ore che hanno preceduto la ripartenza della società che dovrà gestire cantieri e appalti. Con Bossi a dire e a ripetere che il Nord non avrebbe mai capito. E con il premier a convenire: politicamente insostenibile dire addio alla locomotiva 2015, anche se in tempi di crisi nera per lo Stato sarebbe un bel risparmio, come non ha dimenticato di ricordare il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti.
Avanti dunque, anche se a malincuore. Si è chiuso così un riservatissimo dialogo tra il presidente del Consiglio, il leader della Lega e Tremonti. Almeno così lo raccontano gli echi della rinuncia sfiorata che, passato il pericolo, sono rimbalzati da Roma ai palazzi di Milano. Non solo le poltrone da riassegnare e il decreto della presidenza del Consiglio da riscrivere. A bloccare per oltre un mese la partita-Expo dopo la cacciata di Glisenti, dunque, si scopre ora che è stata prima di tutto e soprattutto la riflessione inconfessabile: quella sulla rinuncia a ospitare l´Esposizione universale del 2015. Un´ipotesi di scuola già nei mesi scorsi analizzata dai tecnici del ministero dell´Economia, alla fine arrivata al massimo tavolo politico possibile: quello del premier.
È stata solo la decisione di non ritirare la candidatura a sbloccare la paralisi. E a portare al domino delle ultime ore: giovedì si è dimesso Paolo Glisenti, venerdì ecco la seduta del consiglio d´amministrazione della società Expo che ha convocato l´assemblea per formalizzare l´arrivo di Lucio Stanca come amministratore delegato. Ma anche la poltrona assicurata al leghista Leonardo Carioni. E la ricapitalizzazione della spa, con dieci milioni di euro che assicurano almeno di mettere in piedi la struttura: ci saranno da assumere a regime duecento persone, ci sono i progetti da fare subito a partire dal masterplan per Rho-Per perché ormai il ritardo accumulato è andato ben oltre il livello di guardia.
La società parte ma i problemi sui veri e sostanziosi finanziamenti, a partire da miliardo e mezzo solo per le opere «essenziali», sono rimandati: alle promesse del governo dovranno seguire gli assegni staccati. Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno messo le caselle a posto dopo essersi convinti che rinunciare non si può. Ma solo l´idea che la rinuncia sia stata studiata non può far dormire tranquilla il sindaco Letizia Moratti.