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La strada per Malpensa "sulla testa degli agricoltori". Nuovo scontro Simonini-Brembilla


By administrator - Posted on 03 May 2009

fonte:  http://www.giornalelibero.com di Davide Bortone 


CISLIANO - Addio campi, addio Parco Agricolo Sud Milano. Parafrasando Alessandro Manzoni, ecco spiegato il senso dell'ultimo messaggio che i sindaci di Cisliano, Albairate e Cusago hanno voluto lanciare assieme agli agricoltori in merito alla costruzione della Tangenziale per Malpensa. Un progetto che per il più combattivo dei sindaci, il cislianese Emilio Simonini, ideatore del fronte anti Anas, "va fermato in ogni modo, con ogni mezzo". Per ora le forche rimangono al loro posto. Ma i toni si fanno sempre più accesi. E sul banco degli imputati finisce ancora una volta Bruna Brembilla, presidente del Parco Agricolo Sud Milano (Pasm) e assessora provinciale all'Ambiente.

PROCESSO AL PARCO E ALLA PROVINCIA

 
 

I tre sindaci, che da qualche settimana possono contare anche sull'appoggio del piccolo Comune di Ozzero (oltre a quello "esterno" di Cassinetta di Lugagnano, mentre si è clamorosamente estraniato Robecco sul Naviglio), rimproverano all'esponente del Partito democratico di non mostrare la dovuta convinzione contro il progetto. Soprattutto in termini di dichiarazioni e prese di posizione ufficiali. "Nei giorni scorsi - attacca Emilio Simonini - abbiamo letto da ogni parte gli interventi di Bruna Brembilla in merito al progetto di ampliamento dell'istituto di Umberto Veronesi, col progetto Cerba. Non una parola è uscita tuttavia in merito alla posizione del Parco Sud e della Provincia sulla strada per Malpensa. Il Pasm esiste perché esistono i campi, senza i quali diverrebbe una landa di sterpaglie. Se Anas dovesse avere la meglio - continua il sindaco di Cisliano - gli agricoltori verrebbero danneggiati non solo dal punto di vista del consumo di territorio utile alla coltivazione, ma anche dai regimi di traffico che si porterebbe dietro una strada chiamata a svolgere il ruolo di valvola di sfogo della Tangenziale Ovest verso la futura BreBeMi".

LA REPLICA
Secca la replica di Bruna Brembilla. "Eravamo alla conferenza stampa del Cerba solo in qualità di ospiti della Regione - dichiara - che ha dato il via libera definitivo al progetto nei giorni scorsi, dopo il nostro parere favorevole del novembre 2007. Ho già espresso la contrarietà del Parco nelle sedi appropriate, come dimostra la delibera scaturita dall'ultima riunione del Consiglio direttivo del Parco, il 21 aprile". Nel documento si può infatti leggere che il Pasm "esprime parere contrario al progetto definitivo del Collegamento tra la Ss 11 'Padana superiore' a Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano con variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto della Ss 494' compreso all'interno del Parco Agricolo Sud Milano".

PERCHE' "NO"
Le motivazioni sono spiegate nel passaggio successivo. Il progetto definitivo "non è risolutore delle problematiche emerse nel corso degli incontri e in forte contrasto con quanto disposto dal Piano territoriale di Coordinamento del Pasm, nonché per le alterazioni prodotte negli attraversamenti del Naviglio Grande e del canale Scolmatore di Nord Ovest, delle deviazioni dei fontanili e delle rogge tutelate, del Bosco di Riazzolo, degli insediamenti storici quali Cascina Scanna, in Cisliano, Cascina Palazzetta, Santa Maria Rossa, Cascina Cusago di Sotto in Cusago, e delle aree a rischio archeologico comprese da tra Albairate e Cisliano". Nella delibera è inoltre indicata "l'incidenza negativa del progetto sui siti di importanza Comunitaria del Bosco di Cusago e del Fontanile Nuovo". Il Parco, che ha già provveduto a inviare alla Regione il proprio parare contrario, chiede però "che vengano realizzate le opere progettuali di mitigazione e compensazione indicate nella relazione istruttoria, nonché venga garantita la continuità e l'efficienza delle rete irrigua, conservandone i caratteri di naturalità, assicurando dei corridoi ambientali della rete ecologica e dei percorsi ciclopedonali, nonché l'accessibilità dei mezzi agricoli alle aree intercluse dalla stessa opera viaria". Proprio su questo punto avanza una provocazione il sindaco di Cisliano. "Il Parco rifiuti i soldi necessari a realizzare le opere di mitigazione - dichiara Simonini - e dia così un segnale forte della propria contrarietà netta alla realizzazione della strada, così come proposta da Anas". Per Bruna Brembilla "di questo non si discute nemmeno, dato il parare negativo che sta a monte della richiesta".

LA VOCE DEGLI AGRICOLTORI
Eppure c'è una schiera di agricoltori che si sente abbandonata dal Parco, vissuto da sempre più come un vincolo che una risorsa a cui appellarsi. Di fatto, la storica "lontananza" tra le Amministrazioni comunali e la dirigenza del Pasm si è assottigliata (ed è questione dei mesi scorsi) solo per la contestatissima concessione agli enti della modifica dei confini del Parco. Un aspetto, questo, che ancora una volta non ha giovato in alcun modo agli agricoltori, stretti dai rigidi vincoli per poter ad esempio ampliare le stalle, o realizzare opere utili all'attività campestre. Così si scatena Simone Moroni, della Coldiretti: "Condivido col sindaco di Cisliano la percezione di un'assenza delle istituzioni che dovrebbero essere al fianco di chi lavora nel Parco Sud - dichiara - che sta facendo sforzi enormi per rimanere sul mercato. Viviamo il Pasm come un vincolo, più che come un'opportunità. Ma ci si chiede anche come mai la Regione da una parte dia risorse per evolvere le aziende, e dall'altro sottragga loro del territorio di eccezionale valore". Una stoccata a Bruna Brembilla arriva anche da Dario Olivero, della Confederazione italiana agricoltori (Cia), che è anche membro del Consiglio direttivo del Parco Sud.

"Sono sei anni che ci occupiamo della vicenda - evidenzia -. Abbiamo organizzato due manifestazioni, portando in strada cento trattori. Se è vero che il Consiglio direttivo del Pasm ha dichiarato più volte la propria contrarietà al progetto Anas, certo è che ci vorrebbe una gestione politica forte, a lato di quella amministrativa. L'auspicio è che i due parchi, perché anche il Parco del Ticino è interessato dal tracciato, si assumano la gestione politica della vicenda". Anche perché tra Cusago, Cisliano e Albairate "c'è la concentrazione maggiore di aziende agricole di tutto il Parco Sud". E la Regione, qui, ha già speso 2,5 milioni di euro per il primo bando del Sistema turistico dell'Abbiatense-Magentino. Infuriata pure la Confagricoltura Milano-Lodi, con Roberto Magagna. "Ci troviamo di fronte alla necessità di far convivere la necessità di mobilità - sottolinea - con la conservazione del territorio. Le due cose, in questo modo, non sono affatto coniugate. L'elemento focale è che non si possono risolvere i problemi della mobilità passando sulla testa degli agricoltori. Va evidenziato che nel progetto definitivo vengono disattese le delibere del Cipe e i vincoli ambientali del Ministero: è impossibile che questo progetto sia definitivo. La mia impressione è che piuttosto si voleva ottenere in fretta il finanziamento, con un progetto fatto in tutta fretta, svilendo il territorio e massacrando le aziende agricole".

PARLANO I NUMERI
Alcuni dati confortano Magagna: ad espropri avvenuti, sarebbe sottratto il 25 per cento dei terreni, considerando solo le aziende dove sventola la bandiera di Confagricoltura Milano-Lodi, tra Cusago e Albairate. "Riqualificare il tracciato attuale - conclude Magagna - è la soluzione migliore per coniugare i problemi della viabilità con quelli dell'agricoltura, senza dimenticare la qualità di veduta che rimarrebbe pregevole". Se tra i sindaci dissidenti la posizione più timida sembra quella di Luigi Alberto Tarantola (candidato indicato anche dal Pd della stessa Bruna Brembilla ad Albairate, per le elezioni del prossimo 6 e 7 giugno), un altro Comune 'sotto elezioni' dimostra di avere le idee chiare contro l'opera: Ozzero. "Il nostro Consiglio comunale - spiega il vicesindaco Willie Chiodini - si è già espresso contro la 'Tangenziale' il 16 aprile, indicando piuttosto l'utilità di un semplice adeguamento in sede. Il progetto di Anas prevede infatti la chiusura degli accessi di alcune aziende che si affacciano sulla Nuova Vigevanese. E, in più, i residenti della Soria non potranno più raggiungere in bicicletta il centro del paese". Una vera sciagura.