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I NO Tangenziale Tornano nella Piazza ad Albairate
di Stefano Muti
Il Comitato NO Tangenziale è tornato in piazza ad Albairate, dopo alcuni anni (troppi) di assenza.
E’ tornato nel giorno più importante per il paese, cioè quello della festa patronale, con un banchetto e con un impressionante dispiegamento di pannelli che individuano gran parte del progetto Anas in tutta la sua volgare mostruosità.
In questo giorno di festa, in cui elementi religiosi e pagani si mischiano in un rito che affonda le sue radici nel profondo medioevo, anche la processione è dovuta transitare davanti alle cartografie del progetto autostradale.
Assistiamo tutti a un grande passaggio simbolico: mentre nell’ambito della celebrazione della festività vengono offerti alla divinità i doni che sono i frutti del territorio, ad un livello più ampio tutto il territorio offre se stesso in martirio alla nuova divinità della modernità sviluppista. Un passaggio da un mito storico a uno più contingente, ma pur sempre un mito, che fonda tutto il suo credo nell’illusione che tutti i problemi, anche quelli del lavoro, possano essere risolti attraverso la costruzione di gigantesche infrastrutture autostradali, indipendentemente da ogni contesto e da ogni luogo di appartenenza.
La gente si ferma allo stand NO Tangenziale, chiede informazioni sull’iter progettuale, qualcuno addirittura si offre di firmare la petizione, ormai chiusa da qualche anno.
Ci sono molte facce meravigliate, anche molti visi sconsolati davanti ai pannelli, forse una presa di coscienza dello stato delle cose, che diventa ancora più pesante perché avviene proprio il giorno della festa, che dovrebbe essere il giorno più spensierato.
Qualcuno individua sulla cartografia la zona più vicina alla propria abitazione, lo svincolo più vicino e chiede informazioni. Allora assistiamo a un passaggio tipico dell’italiano medio: un problema generale viene percepito spesso come un problema reale solo nel momento in cui uno viene toccato personalmente e direttamente. Anche in questo caso si dimostra la validità dell’approccio di divulgazione ed esposizione diretta di cosa è realmente questo “progetto”, perché è chiaro quanto possa essere diretto l’impatto emotivo di una “full immersion” nella cartografia del delirio Anas.
Il plastico del progetto, centrato sopra Albairate riscuote in assoluto il più ampio successo di pubblico, perché è in grado di fare cogliere un più ampio livello di immediatezza rispetto alle cartografie.
Molti cittadini sostengono di non sapere niente di questo progetto e infatti dal tipo di domande si capisce che la conoscenza è a dir poco sommaria: innanzitutto la gente rimane sconcertata dalle dimensioni complessive dell’opera, poi dal fatto delle sopraelevate, dal numero di svincoli previsti, dalla larghezza, dal numero di corsie. Ma dov’è finita tutta l’informazione fatta in tutti questi anni dagli enti preposti ? Perché tanti cittadini cadono letteralmente dalle nuvole ?
E infatti arrivati a questo punto, siamo perfettamente coscienti di quali sono i rischi per il nostro territorio e sappiamo che occorrerebbe in Albairate un livello di mobilitazione popolare ben più elevato di quanto visto fino ad oggi.
Però siamo anche soddisfatti per essere stati capaci, dopo oltre 7 anni di costante lavoro di essere ancora presenti sulla piazza pubblica, a dire che questo progetto è uno schifo e non lo vogliamo.
Non l’abbiamo mai accettato e non abbiamo mai commesso l’errore politico di sederci a un tavolo delle trattative con la Regione Lombardia per trattare le briciole, pensiamo ancora che bisogna proporre delle alternative corrette ai problemi viabilistici, non i raddoppi tanto per contro proporre qualche cosa, “Altrimenti non ci ascoltano”.
Il nostro è un NO che non è mai stato un NI. E’ il NO di quelli che non pensano ”Tanto la fanno”, ma di quelli che si battono seriamente perché “Non la facciano veramente”.
E’ sempre stata una situazione limpida, disarmante nella sua semplicità e chiarezza.

E’ l’opposizione ferma al Progetto Anas.
E’ il grido del territorio che si leva come in una riedizione di “Guernica”, esattamente come tu puoi vedere sul nostro bellissimo striscione.