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Autostrade Cremona-Mantova e Tibre


By administrator - Posted on 18 February 2009

Un incrocio infernale di nuove autostrade, pronte (forse) nel 2032, in una terra agricola abbandonata dai servizi ferroviari: è davvero quello che serve?


A cura del coordinamento dei comitati contro la costruzione delle autostrade CR-MN e TiBre http://xoomer.virgilio.it/noautostrade


Il progetto “Autostrada regionale integrazione del sistema transpadano - direttrice Cremona-Mantova, tratto Cremona-Mantova Sud” discende dalla legge regionale n.9 del 4/5/2001:


”Programmazione e sviluppo della rete viaria di interesse regionale”, e dal regolamento regionale 8/7/2002 n.4: “procedure di concessione delle autostrade regionali”. Forniamo qualche dato desunto dalla voluminosa documentazione del progetto definitivo della Cr-Mn per meglio definire l'immagine dello scempio:

 

  • Lunghezza km 59,12 di cui 29,43 in provincia di Cremona e 29,69 in provincia di Mantova. L’autostrada è altresì caratterizzata da un tratto centrale, ricadente nei comuni di Tornata, Calvatone e Bozzolo, di lunghezza pari a circa 7,8 km che coincide con il tratto di attraversamento del fiume Oglio del futuro raccordo autostradale Fontevivo-Nogarole Rocca (Ti-Bre).
  • Interessa complessivamente 19 comuni di cui 12 in provincia di Cremona e 7 in provincia di Mantova.
  • Costo complessivo dell’opera 1.100 milioni di euro, di cui 109 milioni a carico della Regione Lombardia, e il resto a carico della società Stradivaria spa
  • Tempi di realizzazione previsti dal progetto definitivo: se ne prevede la realizzazione in tre fasi di cui la prima nel 2012, la seconda nel 2026 e appunto l'ultima nel 2032, a 30 anni esatti dall'inizio del suo iter. L'Autostrada del Sole (MI-NA) negli anni '50/'60 è stata interamente costruita in soli 8 anni.Alla faccia dell'urgenza e dell'indispensabilità di quest'opera per lo sviluppo del territorio.
  • Consumo di suolo: dai 296 ettari di suolo consumato dichiarato dai progettisti della cr-mn si passerebbe, secondo i nostri calcoli, ad un consumo di circa 1.550 ettari che, sommati a quelli necessari alla costruzione del Ti-Bre (per il solo tratto cremonese e mantovano) e del raccordo stradale e terzo ponte sul Po, porterebbe questo dato a circa 2.878 ettari. Una vera e propria devastazione della bassa padana, altro che autostrada “leggera” come viene definita dai suoi fautori.
  • Per costruirla si prevede l’utilizzo di 16.500.000 m3 di inerti da reperire nelle famose cave di prestito dislocate in vari punti del territorio provinciale (e che lo renderanno un gruviera);
  • 5 autostazioni a pedaggio;
  • 2 aree di servizio;
  • 2 aree di sosta (di cui una incredibile e devastante al monumento naturale “Lagazzi” di Piadena, per consentire agli automobilisti di visitare ciò che resta della foresta padana);
  • 4 svincoli di interconnessione con le autostrade A21 e A22;
  • interventi su circa 400 corsi d'acqua, 16 dei quali sono rappresentati da ponti;
  • 243 interferenze con il sistema della viabilità esistente e 122 opere di ricollegamento;
  • 2 gallerie su ferrovie;
  • 9 ponti;
  • 7 viadotti;
  • 8 gallerie di svincolo;
  • 4.040 metri lineari di barriere antirumore;
  • l'attraversamento di una delle zone archeologiche più importanti nel territorio del Comune di Piadena;
  • passaggio in adiacenza (ma solo perchè è stato lasciato al Ti-Bre il compito di attraversare il Parco Oglio Sud) a siti appartenenti alla rete Natura 2000, nei parchi dell'Oglio sud e del Mincio;

E, aggiungiamo noi:

  • la distruzione economica di oltre un centinaio di aziende agricole (molte delle quali dedicate alla produzione del Grana Padano);
  • la devastazione di zone agricole dove sono ancora ben visibili i segni della centuriazione romana;
  • la distruzione del paesaggio, che ci accomunerà a ciò che Giorgio Bocca ha definito: “L'Italia triste dei capannoni”;

Soci dell'Ati Centro padane denominata Stradivaria spa, la società per la progettazione, costruzione e gestione dell'autostrada Cremona - Mantova sono: Autostrade Centro Padane S.p.A.

(CR), Coopsette S.c.a.r.l. (RE), Profacta S.p.A. (TN), Cementirossi S.p.A. (PC), Ingegneria Biomedica Santa Lucia (PC), Paver Costruzioni S.p.A. (PC), AEM Cremona S.p.A., ASM Brescia S.p.A., Infracom Italia S.p.A. (VR), Technital S.p.A.(VR) e Consorzio Infrastrutture Piacenza.
 

Perché diciamo NO alla Cr-Mn 

In questi anni l'autostrada Cr-Mn è stata propagandata dai suoi fautori come un tassello del collegamento Lisbona – Kiev oltre che un'opera urgentissima ed indispensabile per lo sviluppo economico del territorio.
Ed invece scopriamo, leggendo la corposa documentazione progettuale, la conferma delle cose che da anni come comitati andiamo denunciando:

  • la Cr-Mn non risulta compresa in nessun Corridoio europeo di attraversamento (V, I, Due Mari);
  • non risponde agli indirizzi comunitari espressi nel Libro Bianco dei trasporti della Commissione Europea:dove si afferma che la assoluta priorità è rappresentata dal riequilibrio delle modalità di trasporto attualmente fortemente sbilanciate a favore del trasporto su gomma;
  • non è nell'elenco delle infrastrutture strategiche previste della legge obiettivo nazionale;
  • compare solo nel documento di programmazione regionale 2008/2012 previa attenta valutazione da parte della regione dell'analisi costi - benefici economici, sociali e ambientali;

Ma le sorprese non finiscono qui:


- se ne prevede la costruzione in tre fasi, 2012, 2026 e l'ultima nel 2032 a 30 anni esatti dall'inizio del suo iter;

- i flussi di traffico a regime (2032) prevedono una media di 45.000 veicoli nel tratto cremonese (già ridotto a 36.700 nel sub tratto Piadena-Tibre sud) e di 20.000 nel tratto mantovano : il metodo utilizzato per tale simulazione non dà comunque certezza circa la effettiva scelta che gli automobilisti potrebbero fare, e comunque è risaputo che a livello europeo un'autostrada si regge economicamente con flussi pari almeno a 80.000 veicoli giornalieri;

- il consumo di suolo è ingente: 1550 ettari di terreno agricolo che verrà sacrificato a vantaggio di queste inutili e dannose strisce d'asfalto e dei capannoni, centri commerciali e poli logistici che sorgeranno al loro fianco. E’ questo l’unico e vero motivo, assieme all’interesse per chi la costruisce, che spiega la costruzione di 60 km di asfalto della Cr-Mn pronti nel 2032. Quello cioè di trasformare la Bassa Padana nel nuovo far-west della speculazione immobiliare. La stessa legge regionale n.15/2008 spalanca le porte a questa operazione di cementificazione selvaggia del nostro territorio e quello che viene spacciato per progetto autostradale è in realtà un esperimento di piano regionale di lottizzazione d’area vasta che procederà per lotti: si incomincerà a gettar cemento tra Cremona e Piadena e poi sempre più ad est man mano che procederanno i lavori dell’autostrada. La viabilità ordinaria e la linea ferroviaria Cr-Mn continueranno con i problemi di sempre, anzi aggravati;

- Devasterà ed inquinerà un intero territorio aumentando anzichè togliere traffico dalla viabilità ordinaria;

- non è stato chiesto il consenso della popolazione come invece prevede la normativa europea e nazionale in tema di VAS;

- rischia di fermarsi a Tornata poiché il Ti-Bre potrebbe anche non partire: la Commissione Europea infatti ancora non si è espressa in modo definitivo nel merito della convenzione che ne regola la concessione e per la quale è pendente una denuncia di infrazione promossa dal gruppo europeo dei verdi;
 

Per questi motivi, argomentati nelle osservazioni presentate nell’estate scorsa, il coordinamento dei comitati contro la costruzione delle autostrade CR-MN e TI-BRE congiuntamente aLegambiente Lombardia hanno chiesto al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla Regione Lombardia di esprimere parere negativo, in sede di Valutazione di impatto ambientale, al progetto denominato "Autostrada Regionale Integrazione del sistema transpadano - Direttrice Cremona-Mantova, tratto Cremona-Mantova sud".
 

Il coordinamento dei comitati continua a chiedere che la Cr-Mn non si realizzi e che i 109 milioni di euro stanziati in proposito dalla Regione Lombardia vengano destinati al potenziamento della linea ferroviaria Mantova-Milano ed alla riqualificazione della ex S.S. 10.
Negli stessi atti pianificatori della provincia di Cremona fino al 2000 si parla di quest’ultima come di una soluzione poco onerosa e scarsamente impattante. Come mai ora questi stessi amministratori si sono messi a progettare e costruire autostrade? La risposta a questa domanda è che anche il centro sinistra ha sposato da tempo questo sistema di sviluppo economico, i cui effetti devastanti si faranno sentire anche nel Piadenese, con la costruzione delle due autostrade, Cr-Mn
e Ti-Bre; la centrale ad olii di palma di Martignana Po; la centrale a biomasse di Solarolo Rainerio; la centrale a biomasse di Torre dè Picenardi; la circonvallazione in tunnel tra due paesi di Solarolo e S.Giovanni; l’autodromo nel territorio di S.Martino del Lago; la mega discarica di amianto da 400 mila m3 di Cingia dè Botti; il polo logistico da circa 500 mila mq. nei territorio di Martignana Po; la centrale a biomasse di Piadena legata al progetto autostradale; il polo produttivo intercomunale di Piadena e Drizzona di oltre 200 mila mq; Le opere faraoniche previste nel comune di Calvatone;
 

Il ritorno al nucleare che ci regalerà una centrale nel viadanese.
Per questo e da subito ci siamo opposti alla costruzione di queste inutili autostrade, costituendoci in comitati e organizzandoci in un coordinamento interprovinciale e regionale. Molteplici sono state le iniziative portate avanti in questi anni: dalla raccolta di firme, circa 10.000, alle assemblee informative, alle manifestazioni in bicicletta, ai volantinaggi, lettere ai giornali, interviste televisive, presentandoci con nostre liste alle elezioni amministrative del 2004, organizzando sit-in in ogni occasione, presentando le osservazioni ai progetti preliminari e definitivi di queste opere, facendo incontri con amministratori e forze politiche, dai sindaci locali ai parlamentari e autorità dell’Unione Europea organizzando in questo caso un viaggio a Strasburgo, organizzando una importante manifestazione contro le grandi opere a Verona che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, partecipando ad importanti mobilitazioni come quelle della No-TAV in Valsusa e contro la
base miliatare americana del Dal Molin a Vicenza, organizzando assemblee, dibattiti e manifestazioni a Piadena, Cremona e Mantova con la presenza di sindaci e popolazione della Valsusa nella convinzione che solo attraverso l’unità dal basso dei comitati sia possibile affermare nel nostro paese i principi della difesa del territorio , della salute e quanto pensiamo è che:

  • il vero progresso non è riempire di autostrade e capannoni che non si sa cosa producano, riproducendo modelli che altrove hanno fallito e che ora trovano da noi l'ultima terra non urbanizzata rimasta;
  • ma è la difesa e la conservazione di una risorsa di cui la natura ci ha dotato: LA TERRA. E' nel pieno suo rispetto che dobbiamo trovare le idee e la capacità di andare avanti;
  • bisogna pensare ad un altro sistema di agricoltura basato sulla sostenibilità, sulla salubrità dei prodotti e sulla equa remunerazione del lavoro agricolo;

Mentre l’Europa giustamente ci impone degli obiettivi ambientali e climatici sempre più cogenti, mentre l’America di Obama sta imboccando con determinazione e speranza la strada del grande cambiamento, qui nella bassa padana questi venti sembrano non spirare. A noi il compito di contribuire affinché anche le nostre popolazioni si scuotano, diventino consapevoli di ciò che il futuro sta loro riservando e trovino le giuste motivazioni per ribellarsi e impedire che ciò accada.